08.01.2014 | agenda

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h. 09.15-11.15 >>> SEMINARIO 05_Il progetto del lay out spazio funzionale per strutture complesse. Metodologie e casi studio
by studio di progettazione specializzato – Sala convegni De Carli
[coordinated by proff Scullica, Camocini]

h. 11.30-13.30 >>> ESAME SCRITTO*

h. 14.30-15.00 >>> WORKIN’TIP 03_disegno 2D

15.00-18.30 >>> REVISIONI

*Per l’esame scritto ogni studente dovrà fare una sua personale riflessione in merito ad un tema legato al mondo del design.
Può nascere da una lezione che avete sentito, da qualcosa che avete visto o letto; può essere un racconto di un progetto futuro o una considerazione su come si migliorabile la vostra scuola; un saggio critico su un interno, una descrizione di un comportamento in uno spazio progettato; una considerazione sull’influenza della tecnologia nel design, una riflessione sulla storia e la memoria.

(i dettagli della consegna verranno dati in aula)
Portare il computer!

*For the written exam each student will have to make a personal thinking about an issue related to the design world.
Inspiration can be a lesson that you have heard,  something you’ve seen or read; it can be a description of a project or a  consideration on how you improve your university; a critical essay on an interior space; a description of a behavior in a designed space; a consideration on the influence of technology in design, a study of history and memory.

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free market(s)

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Qualche anno fa, complice il prof. Crespi, squadre di studenti si sono misurati con un tema che era stato proposto dall’assessore alle attività produttive del tempo. La questione, quasi più una domanda che un brief di progetto, verteva sulla necessità percepita dall’amministrazione di dare una identità unitaria ai vari mercatini tematici che, sopratutto in zona natalizia, invadono gli spazi/spiazzi pubblici.

La ricerca, che avevo seguito in prima persona, aveva evidenziato pochi modelli capaci di soddisfare i requisiti più diversi che erano emersi: minimi comuni denominatori per rispondere alle esigenze funzionali più disparate, all’esposizione atmosferica, alla ricerca di una identità sia commerciale che rappresentativa di un luogo e di un ruolo, alla ricerca formale intesa come processo di design. Quell’esperienza si era poi chiusa con una votazione popolare che aveva scelto il suo modello di bancarella replicabile e con una bella mostra in galleria curata da Davide Fassi e me, con Mattia de Paolis.

Passando questa mattina in stazione centrale, di fronte  all’ennesimo tentativo in questa direzione, dopo i molti visti in questi ultimi anni, dal modello obei obei in poi, sospendendo un facile giudizio estetico sul risultato, mi domandavo se alla domanda posta forse avremmo dovuto dare una risposta diversa. Negli ultimissimi anni poi mi sono occupata molto di spazi per il commercio, visti, letti e raccontati; e tra questi, quelli che piu’ assomigliano ad un mercato, sono i veri luoghi di scambio non solo di merce ma spesso di idee, essendo riusciti a mantenere invariata la loro quota di fascinazione e ad offrire merce e spazi che occupano temporaneamente tempi e luoghi dove di solito succede altro. Il mercato è espressione ad alta densità di modalità espressive, un interno effimero, difficile da inquadrare in termini di progetto, ampiamente inesplorato ma precursore di contenuti; elemento flessibile, capace di occupare spazi diversi e costituire elemento di attrazione per la vita urbana,una vera e propria struttura sociale con utenti trasversali per abitudini, età e modelli comportamentali e d’acquisto. Il profondo radicamento sociale e territoriale ha fatto sì che il mercato potesse sopravvivere fondamentalmente invariato nella sua forma fino ai giorni nostri, delegando completamente alla singola iniziativa del venditore l’ideazione, perfezionamento e approvvigionamento delle strutture allestitive e espositive. Esigenze specifiche del singolo commerciante hanno generato interessanti forme ibride che il design deve valorizzare  con una curatela che lo coinvolge  fin dall’organizzazione: la sua natura materiale  si trasformerà in soluzione ma non necessariamente orientata a mettere ordine formale nella ricca biodiversità commerciale.

Few years ago, coordinated by professor Luciano Crespi, many student’s team have been dealing with a project that was proposed by the city council. The theme, more a question than a brief, was about the necessity, perceived by the administration, to find a unique identity on the various street markets that especially during the seasonal holidays do proliferate in public spaces.

The research, that I’ve done personally, did underline  really few models able to satisfy so many different requirements: lowest common denominator to reply to functional issue as the one connected to atmospheric agents, to commercial and communication identity ambitions, to formal solution intended as design process.That experience ended up with a public vote that choose the preferred bancarella model to become repeatable and with a nice exhibition curated by David Fassi and me together with Mattia de Paolis.

Passing by in Central Station this morning, in front of one of the many attempts in this direction, trying not to spend an easy judgment on the fragile results, I was wondering if to that question we should have given a completely different answer. In the last years I’ve been dealing very much with spaces for goods; among many differents, the ones that have a little of market soul are special spaces for exchange of goods and ideas, with an extra quote of fascination, able to offer goods in temporal spaces normally used for other functions. The marketplace has a high density of expressions, an ephemeral interior hard to classify in terms of design, much unexplored but content forerunner; flexible, able to occupy different spaces and to be always attractive, a real social structure for the urban life inhabited by different users by habits, age, consuming models. Having roots in the social and territorial environment, it survives basically unchanged, with the single merchant to design and realize the setting up and the exhibition tools. Single needs create interesting hybrid solutions that design has to evaluate with an engagement that starts in the organization and, thanks to its material nature, ends up in a formal solution, not necessary committed to give formal order to the commercial biodiversity.

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18.12.2013 | agenda

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h. 9.30-10.00 >>> ORGANIZZAZIONE GRUPPI E MODELLINI
h. 10.00-17.30 >>> CONSEGNA FASE02
h. 18.00 >>> PRESENTAZIONE POLIWALKS @Triennale di Milano

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Please remember that deadline FASE02 is scheduled for Tuesday 17th at h 24.00 @ BeeP.

Here details.

Ricordiamo che la consegna della FASE02 è entro le 24.00 di Martedì 12 @ BeeP.
Qui i dettagli.

NB: ogni gruppo dovrà caricare nella propria cartella:
– file pdf della presentazione video: G00_fase02.pdf
– cartella compressa contenente il packaging indesign della presentazione:
G00_fase02 folder.zip/rar
o nel caso la cartella sia troppo pesante 

file testo con un link da cui scaricare il packaging indesign
G00_fase02-link pkg

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11.12.2013 | seminario 04

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11.12.2013 | agenda

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h. 09.15-11.15 >>> SEMINARIO 03_La sensorialità nel progetto degli interni e/o brand e interior design in rapporto alla ristorazione
by Giulio Ceppi aula CT54 [coordinated by proff Ceppi e co-docente]

h. 11.15-13.15 >>> SEMINARIO 04_Retail(e)scape
by Francesca Murialdo aula CT54
[coordinated by proff Francesca Murialdo and Silvia Girardi]

h. 14.30-15.00 >>> PRESENTAZIONE FORMAT fase 02

15.00-18.30 >>> REVISIONI

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On BeeP you can find the format for the fase02

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05.12.2013 | ARYA generation of architects 2.0

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Thanks to Michele, Paola and Teresa for sharing their vision about the new work of the architect.

here you can see the presentation by ARYA.

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30.11.2013 | ]boxMEnot[ >>> concept ideas

What if a food designer is living in a house on wheels? What if his dream would be working as a personal chef? Riccardo, Cosimo e Paola imagined ]boxMEnot[ as a transportable and convertible structure which allows the talented chef to move around the city. The food designer modifies the shape and the gestures of the culinary ritual, offering to taste his own talent in order to promote his personal chef service.

E se un food designer abitasse in una casa su ruote? Se il suo sogno fosse quello di lavorare come cuoco a domicilio? Riccardo, Cosimo e Paola hanno immaginato ]boxMEnot[ come una struttura trasportabile e trasformabile che permetta al loro talento di muoversi per la città. Cambiando le forme e i gesti del mangiare, il food designer offre assaggi del suo talento con la finalità di farsi conoscere e proporsi come chef a domicilio.

Young product designers passionate about jewels decided to invest their resources buying a 3D printer. Stefano, Alessio, Marcello e Tina imagined ]boxMEnot[ as a place to realize and sell the products of these designers. How to quickly write off the expenses of the 3D printer? Sharing it with other young designers through a print-on-demand service. A jewels shop and a small fab lab which is the fruitful opportunity of collaboration among young talents.

Giovani designer del prodotto con la passione per i gioielli decidono di fare un’investimento acquistando una stampante 3D. Stefano, Alessio, Marcello e Tina si sono immaginati ]boxMEnot[ come un luogo dove realizzare e vendere i prodotti di questi designer. Ma come ammortizzare in tempi brevi il costo della stampante 3D? Mettendola a disposizione per altri giovani talenti attraverso un servizio di stampa on-demand. Un negozio di gioielli e una copisteria 3D che diventa anche occasione di collaborazioni tra giovani talenti.

How would you imagine the junkyard nowadays? Is it possible to give a new life to old objects giving them a new function? Camilla, Veronica e Kevin are thinking to a workshop run by a young designer which collects abandoned/discarded/given/sold objects. Inside ]boxMEnot[ he works, designs, manage workshops. Thanks to this effort the re-born products can be sold again.

Come sarebbe il lavoro del rigattiere oggi? E’ possibile ridare vita a oggetti che non assolvono più il loro ‘lavoro’ trovandogli una nuova funzione? Camilla, Veronica e Kevin stanno progettando un laboratorio gestito da un giovane progettista che raccoglie e mette insieme oggetti abbandonati/scartati/regalati/venduti dai loro proprietari. All’interno di  ]boxMEnot[ progetta, lavora e organizza workshop. I prodotti che ri-nascono dal suo lavoro vengono poi venduti.

You cannot call them bicycles. They are products born by refined ergonomic studies, shaped by the passion of a young design company. ]boxMEnot[ is placed in parks in order to promote the company and enlarge the market selling bicycle accessories. What’s the plus value? Alessio, Andrea e Luca thought about a self-service/pit-stop workshop for cyclists where they can autonomously fix their bicycles or customize them helped by the team.

Chiamarle biciclette è riduttivo, prodotti che nascono da raffinati studi ergonomici plasmati dalla passione di una giovane azienda di design. ]boxMEnot[ viene posizionato nei parchi delle città per pubblicizzare l’azienda e allargare il suo mercato vendendo accessori per bici. Il valore aggiunto? Alessio, Andrea e Luca hanno pensato ad un’officina/pit-stop self service per tutti i ciclisti dove fare piccole riparazioni in autonomia o farsi aiutare nella personalizzazione della propria bicicletta.

Be known through guerrilla gardening actions? This is the strategy of Paola, Camilla e Martina to promote the talent of a green designer. An itinerant structure which settles in strategic areas around the city and starts assault cement through nature. After its transit what is left? A garden given to the city. ]boxMEnot[ offers indoor garden design projects and promotes the service through selling take-away garden pieces.

Farsi conoscere attraverso azioni di guerrilla gardening? E’ questa la strategia a cui hanno pensato Paola, Camilla e Martina per promuovere il talento di un progettista di spazi verdi. Una struttura itinerante che si insedia in un punto della città e inizia a invadere il cemento con la natura. Quello che resta del suo passaggio è un giardino per la città. All’interno di ]boxMEnot[ offre un servizio di progettazione di giardini indoor che promuove attraverso la vendita di ”pezzi di giardino d’asporto”.

What if a ghost writer shows his talent? The project by Silvia, Patricia, YiYi e Madli has been shaped starting from this contradiction. Prestatore di opera scritta: a talent who transforms the thoughts and the emotions of customers in greeting cards sold inside ]boxMEnot[.

E se un ghost writer mettesse in mostra il proprio talento? Da questa contraddizione ha preso forma il progetto di Silvia, Patricia, YiYi e Madli. Prestatore di opera scritta: un talento che trasforma i pensieri  e le emozioni di chi chiede il suo aiuto in parole e frasi che mette su bigliettini realizzati al momento all’interno di ]boxMEnot[.

A group of designers passionate about cooking expresses at maximum its talent organizing events and offering a catering service tailored for any situation. How would you promote yourself better than cooking for your customer? Zoe, Andrea e Giulia are designing a ]boxMEnot[ where this group of designers can promote their cooking skills selling every time a different happy-hours.

Un gruppo di designer con la passione per la cucina trova la massima sintesi del proprio talento organizzando eventi fornendo un servizio catering su misura per ogni occasione. Quale modo migliore per farsi conoscere se non quello di prender per la gola i futuri clienti? Zoe, Andrea e Giulia stanno progettando un ]boxMEnot[ in cui questo gruppo di designer possa vendere un aperitivo sempre diverso che promuova le loro abilità culinarie.

What should a design curator do for promoting his talent? Giulia, Dario and Saula suggest that he could collect projects by young talents from everywhere in the world through a web platform. He selects projects and organizes them according to price and cultural criteria. Inside ]boxMEnot[ he sells catalogues which gather selected objects to be chosen by customers.

Cosa portebbe fare un design curator per promuovere il suo talento? Giulia, Dario e Saula hanno pensato che potrebbe che raccoglie, attraverso una piattaforma web, progetti di giovani talenti da tutto il mondo; li seleziona e li organizza secondo criteri culturali e fasce di prezzo. All’interno di ]boxMEnot[ vende una serie di cataloghi (simil smart box) che raccolgono al loro interno diverse selezioni di oggetti, chi li acquista può scegliere quale oggetto della selezione avere.

What if a portfolio would transform in a physical place? A web site which selects and publish portfolios of young creative minds offers an on-demand “physical portfolio” service. ]boxMEnot[ is a module which is sent on-demand by a designer in fairs and events around the world. Carlotta, Aurelia e Giulia are designing a place where to show, sell and promote their talent but also sleep and live during event dates in order to lower the costs.

E se un portfolio si trasformasse in uno spazio fisico? Un sito web che seleziona e pubblica portfoli di giovani creativi offre un servizio di “portfolio fisico” on-demand ]boxMEnot[ è uno modulo che viene inviato su richiesta del creativo all’interno di fiere e eventi in tutto il mondo. Carlotta, Aurelia e Giulia stanno progettando uno spazio per esporre, vendere, promuovere il proprio talento e anche dormire (riducendo così le spese della trasferta del giovane abitante) che traduca le caratteristiche di un portfolio virtuale in spazio fisico.

Demo is a place for listening and playing music. Giulia, Sonia, Ilse e Francesca imagined that ]boxMEnot[ would give the opportunity to young musicians to play and record their songs. The music which has been recorded during the day inside the module is then played outside during the night through the “silent disco” mode.

Demo è uno spazio per la musica ascoltata e suonata. Giulia, Sonia, Ilse e Francesca hanno immaginato che ]boxMEnot[ al suo interno desse la possibilità a giovani talenti musicali di registrare e incidere i propri pezzi. La musica registrata di giorno dentro il modulo verrà poi fatta ascoltare al suo esterno di notte sotto forma di silent disco.

During fairs and events people often spend most of the time in bookshops. Barbara, Alessandra e Leonardo invented a tailored book service: a research and collection of images related to a specific theme selected by the customer during the exhibition/fair/event. The book is thought, designed, printed and rebound inside ]boxMEnot[ and it’s custom designed for a specific designer. By the end of the day the research book is delivered to the customer or sent by mail according to the complexity of the selected theme.

Durante le fiere e i saloni spesso l’area dove la gente indulge di più e’ quella con i libri.Barbara, Alessandra e Leonardo si sono immaginati un servizio di book su misura: raccolta e composizione di immagini legate ad un tema d’interesse individuato durante la visita alla mostra/fiera/evento. All’interno di ]boxMEnot[ il book e’ composto, stampato e rilegato in maniera personale secondo l’idea del designer e consegnato poco dopo o a fine giornata o spedito a casa di chi lo richiede a seconda della complessità dei contenuti richiesti.
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04.12.2013 | lecture by ARYA cremona

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Tomorrow we will have with us Paola Ceriali, Michele Giardullo and Teresa La Gala telling us about their work of designers and their association ARYA Cremona.

 

ARYA Cremona nasce nel settembre del 2012 ad opera dei suoi tre soci fondatori: Paola Ceriali, Michele Giardullo e Teresa La Gala, amici e colleghi di vita che insieme hanno deciso di dare forma e spazio al tema architettonico secondo puro spirito di condivisione e di crescita. Il collettivo dei giovani architetti di Cremona, ormai composto da circa 40 iscritti, tra soci effettivi, giovani architetti under 40, studenti e simpatizzanti, lavora attivamente al tema del Riciclo e dello Spazio Pubblico, attraverso esperienze architettoniche partecipate: installazioni e progetti urbani, workshop, rassegne e conferenze, corsi formativi e tutto ciò che rappresenta stimolo urbano

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04.12.2013 | agenda

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h. 09.30-13.30 >>> REVISIONI
h. 14.30-15.30 >>> LECTURE by ARYA
h. 15.30-18.30 >>> REVISIONI

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30.11.2013 | from function to shape

20-Gooddesign

For Wednesday 04/12, all groups must have:

\\\the story of the design process, starting from all the ingredients used to generate the design and the final form of the ]boxMEnot[ (functions, content, needs, users,…)

\\charts/diagrams/storyboards/drawings 2D and/or 3D

\\draft maquette  that gives an idea about the dimensional relationship between space and people and about the articulation of the box’ volumes

Per mercoledì 04/12 tutti i gruppi dovranno avere:

\\\racconto del processo progettuale che ha generato le scelte di progetto e la forma finale del ]boxMEnot[ (funzioni, contenuti, requisiti, ‘abitanti’,…)

 \\schemi/diagrammi/storyboard/disegni 2D e/o 3D

 \\modellino di studio finalizzato ad avere un’idea del rapporto dimensionale tra spazio e persone e di come si articolano i volumi del modulo.

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